L' antro della Poesia
   
giovedì, 26 novembre 2009

Dalle storie di Giovannino.( ventiquattresima parte )

Giovannino e i mitici anni sessanta.

 

… furono quelli gli anni in cui Giovannino visse a pieno la sua vita fanciulla ,ora cresceva e si poteva definire uomo ,o quasi! Adagio si incamminava verso la vita e man mano scopriva realtà nuove in quella epoca che tutto era fiorente ,la magia degli anni sessanta ,definita da molti boom economico ,dove molte famigli Italiane e europee scoprivano il progresso e la pace di quegli anni .

 

… ci furono le prime tecnologie dei media e delle attrezzature domestiche ,la televisione fece il suo esordio in prima fila in molte case Italiane e cominciò la crescita del benessere e del lavoro per tutti ,ricorreva l’anno 1965 e Giovannino aveva quindici anni ,come raccontato nel precedente episodio ,lui scoprì la politica e il suo idealismo ,ma anche la gioia di divertirsi con gli amici ,e sempre in quel periodo giravano canzoni di gruppi inglesi ,i Rokes , i Rollistons i Beatles e altri ,in Italia nasceva la gara musicale di San Remo e molti cantanti italiani ne cantarono di belle.

 

…. ci fu il primo sbarco sulla luna e per un attimo si ebbe sensazione di trovare altri umani ,Giovannino come detto continuava ad andare da suo zio e in mezzo alle ragazze si sentiva un re ,seguiva con interesse quel bello di quel tempo e sentiva che c’era aria di fratellanza ,cosa ad oggi svanita come la nebbia al sole ,,ma ci furono molti episodi di odio politico ,sia in America che in Italia ,l’aria nuova cambiava e il benessere si diffondeva in stragi e paure ,si creava il clima della tensione .

A Dallas in Texas in una manifestazione popolare venne ucciso il presidente Kennedy ,si racconta che appoggiava l’uguaglianza negra ,da lì altre stragi ,in Italia e in tutta Europa molti altri eventi che sicuramente voi saprete …

 

Nascevano molte canzoni cantate da diversi cantanti ,quelle di Celentano ,Adamo,Bobby solo, Little Tony , e molti altri ancora , Giovannino e i suoi amici andavano spesso al colle aperto di Bergamo e lì si fermavano e col mangia dischi le ascoltavano ,era un gruppo di circa quindici ragazzi ,a volte oltre venti ,occupavano il vialetto e diverse panchine e c’era quello che faceva scherzetti, quello che fumava la prima sigaretta per farsi vedere grande ,quello che le sparava grosse e si mostrava spavaldo ,quello che era pieno di appuntamenti con ragazze e frettoloso si fermava per poi tornare dopo cinque minuti ,insomma dire che era un cinema era poco,ma c’era tanta armonia e gioia da vendere e da vivere …

… si,passò un po’ di tempo da quel giorno che Giovannino arrivo nella piazza vecchia e alzò le mani al cielo ,ora era diventato partecipe a tutta quella ghenga di amici come se fosse il padrone di città alta ,conosceva ogni vicolo ed era tra i posti più belli di quella città ,si recava spesso al cinema semenarino ,un cinema gestito dai preti dove lì era il ritrovo di tutti i ragazzi di città alta ,erano in molti a quei tempi e quello che colpì tanto a Giovannino fu la pepscola e le patatine ,mai bevuta e manciate al suo paese.

 

… ma i soldi ! Maledetti soldi … erano sempre pochi e trasferitosi poi nella città bassa in via Sant’Alessandro ai piedi della città antica ,Giovannino si arrabattava per averne di più,aveva scoperto dove suo fratello nascondeva il suo salvadanaio e con furbizia gli ne prelevava alcuni,di solito erano le mille lire e con una spilla adagio  li tirava fuori, anche perché in quel periodo dopo tante peripezie  fatte con suo padre si fece comperare la moto ;era un morini -il corsarino sport 48 ,molto veloce a benzina ,con questa moto era invidiato da tutti i suoi amici e spavaldo scorrazzava giù e su per la via delle mura che da città bassa portava in città alta.

 

… si sentiva libero Giovannino e tutto girava per il meglio ,con il suo corsarino si portava in molti luoghi di cui le vallate bergamasche ,ai laghi e alle città vicine a Bergamo ,seguiva una unica direzione ,questa per non perdersi e per capire che poi nel tornare indietro era la stessa strada  ,si era comperato occhiali scuri e  fatto fare da un sarto suo amico ,dei pantaloni di gens tipo western come quelli de mandriani con gli occhielli in parte alla gamba intrecciati con la  corda ,delle camice su misura e un giubbotto di pelle nera ,insomma era un centauro a tutti gli effetti .

 

… arrivati gli anni settanta Giovannino aveva molti amici in più e con uno in particolare fondarono la Tana ,era una stanza nel scardinato di casa sua  molto grande per poterci andare a ballare con la loro compagnia ,misero divani ,manifesti luci colorate ,insomma crearono un ambientino mica male ,molto accogliente per loro ma in particolare per le ragazze .Per Giovannino fu l’inizio di un’era fantastica scopriva per la prima volta cose mai fatte ,come il ballo , in particolare il lento questo a luci spente si affusolava tra l’intimità adolescenziale ,quindi questi lenti nascondevano i primi approcci e il bello che al buio accadeva ,mani che scivolavano sui glutei ,attiravano baci e giochi di lingua fino ad arrivare al fondo schiena per poi strusciarsi e stringersi forte ,ed era talmente forte il fuoco che addosso si sentiva che entrambi cadevano in fusioni con la musica che suonava e suonava …

 

… il problema nasceva quando mancavano le ragazze ,e Giovannino per farsi e darsi vanto invitava le sue cugine ,erano carine naturalmente ,ma non erano abbastanza c’era bisogno di qualcosa in più in quella tana ,direi di lupi ! E da come si era messa la cosa bisognava darsi da fare ,non come oggi che si va a scimmiare nelle discoteche e assordarsi e a rompersi i timpani saltando come canguri senza nemmeno sfiorarsi ,e se si trova la puzzona che l’ha sotto il naso ,ma allora era tutto avventuroso e si decise di far partecipare a un’altra compagnia ,la compagnia del cinese ,un bel ragazzo di nome Fausto e molto elegante .

 

… alcuni di loro erano tipi non affidabili ma a Giovannino e al suo amico mimmo  non interessava basta che portavano le ragazze ,quindi fu fatto un patto tra le due compagnie , quella di Giovannino e quella del cinese e per un lungo periodo questi vennero a ballare alla tana e tutto si svolgeva pacificamente , e non importava quello che combinavano  fuori ,l’importante che quando venivano portavamo le donne altro non interessava .

 

… e capitò in un lento che Giovannino ballo con una bella ragazza dal nome Carmen ,questa si strinse a Giovannino e l’emozione saliva alle stelle ,ci fu il primo bacio e incollato ad essa toccava il cielo ,aveva baciato una ragazza per la prima volta e quel assaporare di lingua e di sapore d’amore ne sentiva il suo odore ,la sua carne che tra le braccia sue  si scioglieva ,come in una fusione evaporava nei sensi della passione .Ma tutto finiva lì , ed erano anche gli anni della semplicità e non della malizia e della violenza sessuale ,ma per la maggiore parte  erano quelli genuini ,semplici e gentili ,non c’era la scortesia e la male educazione anche il più cattivo faceva l’onesto nel corteggiare una donna .

 

… Carmen quindi fu la prima donna che donò il bacio a Giovannino ,e gli insegnò a baciare a fargli sentire quel desiderio mai provato e dopo qualche tempo non la vide più ,lui e i suoi amici continuarono ad andare col mangiadischi a colle aperto ,a cantare :

LOVE ME DO ……

 

Un abbraccio Giovannino - poeta narratore.

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martedì, 24 novembre 2009
… voci .

… leggendo un libro di poesie voci e sussurri fanno coro
parlano di cielo ,di mare di anime che chiedono consoli
vogliono l’amare, ed io per me il tuo !
parlano di vita vissuta e di quel desiderio che tanto grida:
bellezza della natura e della bella femmina sospirata.

… ed è su un palcoscenico il vissuto tempo
ed io lo canto in poesia!
qui si raccontano i fatti della vita
e al fine del discorso si concede :
chi di amore vive e chi ne soffre da morire,
chi canta giovinezza e ne raccoglie frutto amaro
altre sono tristi e cade lacrimuccia …

…. sono poesie evanescenti ! Dettate dalla speranza,
da un uomo ,una donna innamorata
che nella sua breve vita certezza ha voluto;
oh , sei dunque tu poesia !
che fai mente al bel gioco del pensiero innocuo
ispirazione di un poeta che nel suo animo ha covato …

… voci che gridono amore ! A l’ amata lontana si è perduta
nel suo intimo fa nido e di sogni lei si nutre,
e tutte vogliono dir qualcosa e mandano segnali :
di dignità si copre la sua flebile misura,
ceri che celebrano risvegli
e in notti d’ansie aprono occhi a l’incanto
brillano di luce mistica e in pieno giorno al sole …

… e in singhiozzi la noia si inchina
conosce la vergogna e i rimorsi di un passato ,
si volta pagina a fatica e il macigno resta sempre appesantito
in un cuore tenero come carta viene spiegazzato
e sul l’orlo di un precipizio poi abbandonato …

… e sono dunque voci che si affrettano a invocare sempre amore ,
anche io mi unisco al coro :
al bel pensiero
alla poesia e al nostro amare …

poeta narratore.
sussurrato da: poetanarratore alle ore 16:33 Permalink | commenti | commenti --popup--
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domenica, 22 novembre 2009

Dalle storie di Giovannino.( ventitreesima parte )

Giovannino parla di politica.

 

… vi chiederete come mai Giovannino parli di politica nei suoi ricordi fanciullo ?

Ebbene come più volte raccontato ,lui era ed è figlio di contadino ,intendiamoci da non confondersi con gli agricoltori ,questi hanno aziende agricole e sono proprietari di terreni ,mentre i contadini specialmente nei tempi degli anni 50 … o 60 erano mezzadri e il loro lavoro era precario ,andavano a lavorare i campi a giornata oppure lavoravano le terre appunto ,a mezzadria per i proprietari terrieri .

 

… sappiamo che specialmente nel passato c’erano e ci sono ancora di possidenti che davano opportunità di questo tipo lavorativo ,quindi il contadino lavorava la terra e tutto il raccolto che veniva ricavato compresa la legna che veniva dalle potature degli alberi ,veniva divisa a metà con il proprietario delle terre ,per regolarizzare la divisione c’era come visore il fattore ,questo faceva gli interessi e le veci del proprietario ,coordinava e divideva i vari raccolti ,il contadino oltre la metà dei raccolti aveva l’affitto gratis del casale ,case coloniche che nei tempi furono residenze di caccia dei signori .

 

… comunque si parlava delle differenze tra i contadini e gli agricoltori ,questo quanto basta per chiarire che il contadino era il più povero che non possedeva nulla e a volte se il raccolto andava male ,non bastava a sfamare la sua famiglia perché appunto doveva dividere tutto col proprietario .

Come detto negli anni 50 e 60 ci fu la ricostruzione del dopo guerra e nacquero molte fabbriche e molte le costruzioni edilizie ,gente come il padre di Giovannino venivano dal sud e emigravano al nord dell’Italia a fare gli operai ,per migliorare ,migliorarsi la loro dignità umana e il loro stato economico e sociale.

 

… era una notevole forza lavorativa che operava specialmente nella metal meccanica e nel tessile e altri settori,vi chiederete allora cosa centra tutto questo con la politica? Centra! Molti settori operai erano e lo sono ancora ,orientati a una certa politica di sinistra dove l’ideologia allora aveva la sua valenza e credenza a una appartenenza di sinistra ,era più attiva e incisiva per la tutela dell’operaio che dava maggiore supporto ai molteplici contadini e operai ,quindi una politica a difesa del sociale ,

si era convinti quindi di sostenere ideologicamente un partito ,ottenere uguaglianza di pari diritti e doveri .

 

Il padre di Giovannino credeva a questa ideologia anche perché come detto in quel tempo c’era una politica unitaria di lavoratori ed erano per il maggior numero ,una dottrina comunista che coinvolgeva la maggior parte della gente ,ed era la stessa che ne aveva necessità,e fu dunque per Giovannino seguire l’indiscusso pensiero di suo padre e logicamente rappresentato dai politici di quei tempi che onestamente rappresentavano il popolo dei lavoratori .

 

… arrivò il tempo dell’immigrazione di Giovannino e dopo alcuni anni si senti attratto da quella politica ,fu il tempo degli anni 1965 e Giovannino aveva appena 14 anni ,c’era in lui fermento e voglia di capire ,con un suo amico decise di iscriversi al partito comunista e con entusiasmo partecipò a molte assemblee e manifestazioni e divenne sostenitore del partito.

 

… passarono anni e Giovannino si accorse che quelle ideologie cambiavano ,o meglio svanivano,la politica non la vedeva sincera come allora ,per tanti diveniva obbiettivo di interessi ,quindi se nel passato ci fu partecipazione ,poi quella ragione ideologica andava a finire ,lui è convinto che c’è una corsa al potere e che molti nei periodi di elezioni si sciacquano la bocca a fare promesse che non mantengono ,si accorge che molti furono gli scandali di politici dettati dai media e dai giornali ,che ognuno pensa a se e la credibilità va sempre meno ,non frequenta più assemblee ,pensa che se si vuole qualcosa bisogna ottenerlo lavorando sodo ,che bisogna cavarsela da soli facendo sacrifici ,trovare quindi un’altra dimensione di idee per crescere e andare avanti che viene sopportata da una propria capacità imprenditoriale e da questo si costruisce una sua indipendenza lavorativa ,nessuno da niente per niente e ne diviene simpatizzante del centro destra con l’amaro dispiacere di suo padre .

 

… lui non capisce queste differenze di evoluzione lavorative e politiche si era fermato al suo tempo contadino ,a questo punto Giovannino ne cava morale e ragionamento,e si chiede:

Se allora una certa politica era efficiente e faceva parte integrante delle masse operai ,ad oggi non più perché lui stesso tocca con mano diverse evoluzioni ,non è più necessario attendere un qualcosa che mai arriva,ma voltarsi le maniche e evolversi in altre attività ,capisce che la vita cambia e un individuo a secondo quello che svolge con le sue capacità può realizzarsi e dare ma pino il suo contributo alla sua persona e alla società,capire quindi la sua appartenenza dalle esperienze che lo stesso fa nel suo percorso di vita.

 

… i cambiamenti si notano nel tempo ,e ogni epoca ne da e fa partecipazione ,ed appunto da queste esperienze che si forma l’essere ,c’è da dire che l’operai alla fine del mese prende il suo stipendio e non ha pensieri di come procurarsi commesse per farlo lavorare ,mentre l’autonomo non può permettersi di ammalarsi e con la febbre deve aprire il suo negozio o azienda che sia .

 

… da questo Giovannino ne desume che l’ideologia di sinistra per lui è superata ,che chi ha voglia di lavorare deve essere creativo e professionale ,la voglia di crescere produce libertà e benessere in una democrazia nazionale,può alimentare opportunità e continuità quindi crescita e benessere per tutti ,e non aspettare quello che non arriva ,lui pensa che non è giusto pretendere quello che altri si sono guadagnato con fatiche ,che si ricava dalle capacità e non si deve distribuirlo gratis a chi non fa niente ,non esclude comunque ragioni di assistenzialismo per il sociale e ne cita alcune categorie:

Le assistenze agli anziani alle donne madri ,ai bimbi bisognosi e le loro patologie mediche ,alla istruzione e all’assistenza medica ospedaliera ,ma esclude la prepotenza di quelli che vogliono per forza un qualcosa che non è il loro ,non sarebbe più democrazia e libertà di agire e di pensare.

 

… se il benessere si vuole a tutti i costi bisogna guadagnarselo giorno dopo giorno ,e Giovannino ha vissuto e vive questa realtà e arriva al suo obiettivo politico facendone spese fisiologiche e travagli vari ,trova comunque disquisizioni anche nel centro destra e alcune forme non gli piacquero allontanandosi da questi che erano orientati ad arrivare ai loro obiettivi politici ,trascurando così brache minoritarie di ideologici futuri ,si desume quindi che Giovannino nel tempo assorbe le due ideologie politiche e il suo concetto è quello di apprezzare l’individualità di quello che crede e va fino in fondo alle cose da fare per il benessere unitario ,si accorge che se una famiglia è mal governata si sfascia ,e visto che in politica e a quelli che l’amministrano sia opportuno governare dignitosamente perché pagati con denaro pubblico ,ogni politica sia di destra che di sinistra faccino il proprio dovere nei loro interessi e di quello dei cittadini .

 

… chi lavora si guadagna i soldi con sudore dice Giovannino e non con chiacchiere ,crede che il benessere può esserci per tutti e riconoscibile ai più meritevoli e non ai lazzaroni o mariuoli ,in una fiorente democrazia sociale ,parità dunque di diritti e doveri condivisi nella buona volontà ,fondamenta queste che in Giovannino hanno assorbito educazione da un padre comunista che trovò la morte in una conseguenza lavorativa ,riconosciuta poi malattia professionale .

 

… ad oggi molte cose sono cambiate e si guarda al concreto ,molti si sono evoluti e lo studio ha fatto la sua parte e si guarda al concreto dei fatti il suo orientamento politico resta al centro destra ,ma trova difficoltà nel valutare il valore autonomo che viene disatteso ,non ci sono spazi per crescere ed è difficile che giovani iniziano nuove attività,si chiudono quindi laboratori ,di antichi mestieri e di servizi diretti al pubblico ,si aggiornano fabbriche attingendo contributi a fondo perduto ,questo è denaro pubblico che va speso ,lasciando a casa forza lavoro e la manodopera viene sempre meno ,si cerca di inglobare in centri tutte le attività per un maggiore controllo fiscale ,e anche qui molti finiscono al raschio del barile ,lasciando strascichi di debiti e di imbrogli vari …

 

… c’è bisogno di crescita individuale di economia ,di giovani sollecitati e aiutati e Giovannino lo nota in questa epoca di crisi globale dove molti hanno forzato i loro interessi ,e per queste conclusioni Giovannino ne da esempio dettate dalla sua esperienza di vita ,un concetto quindi che lui detta e sa bene che resta una piccolissima particella di nulla inascoltata in un mare infinito.

 

Buona lettura . Giovannino . poeta narratore .

sussurrato da: poetanarratore alle ore 18:54 Permalink | commenti | commenti --popup--
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martedì, 17 novembre 2009
 
…la frenesia dell’attesa.
 
…un giorno d’estate
ci fu un fatidico incontro
uno sguardo ,una intesa ,
fu il primo appuntamento!
t’aspettavo con ansia ,non stavo nella pelle
tra me mi chiedevo: chissà se verrà?
 
…il vento sussurrava la tua presenza
e il mio cuore batteva forte ,
mi arrivava in gola,
e tu come una stella vestivi di bianco quel giorno
le tue gambe affusolate e lisce come seta
 tutto dentro mi ribolliva,mi avvampava…
 
…e ci fu il primo bacio!
lo ricordo bene quel momento
ricordo e sento ancora il profumo di viole
dal tuo corpo emanavi,
ed io impacciato ero lì ad abbracciarti
a sentirti mia …
 
…fu la frenesia del primo incontro
e altri a far nascere un profondo,
e ogni volta  sempre più ti desideravo e ti volevo
eri mia!...
 
…ora siamo qui con indifferente attesa
non c’è più frenesia l’armonia dell’amore,
non c’è più la passione che un giorno ti giurai
rimane il ricordo del primo incontro ,
del primo bacio,
rimane la frenesia dell’attesa che non fa più ritorno.
 
poetanarratore.

****
...un sorriso !
queste mie poesie sono una serie di canti ,i primi
che scrissi molti anni fa e ve li propongo con un sorriso .
con affetto per voi tutti.
sussurrato da: poetanarratore alle ore 18:50 Permalink | commenti (4) | commenti (4)--popup--
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martedì, 17 novembre 2009
Dalle storie di Giovannino ( ventiduesima parte )
Giovannino ritorna a scuola.
 
…Giovannino rimane sempre più attratto dal nuovo mondo ,dal nuovo luogo della città antica di Bergamo. Una città che racconta la sua antica storia e le sue chiese e monumenti e strutture antiche ne parlano per lei. Giovannino ne continua a raccontare ,racconta di se ,della sua fanciullezza di quel tempo ,meta dei suoi ricordi e esplorazioni nuove.. Lo fa con parsimonia
con amore ,evidenziandone i particolari ,specialmente quelli storici per dare un senso al trascorrere del tempo e lasciare una impronta non solo sua ma delle epoche che si susseguono ,si mutano e si evolvono .Infatti in ogni luogo dove lui ha vissuto ,vive la sua vita ,ne fa e da memoria ,del suo passato e della storia.
 
…una storia che ha importanza per raccontare ,ha la sua valenza per l’emotiva e  sensibilità ,per capire e far capire che ogni essere non è mai stato radicato per sempre nel proprio luogo nativo ,ma branche di esse hanno ramificato discendenze ,hanno fatto progenie e si sono diffuse nel mondo della nostra amata terra senza dare affermate appartenenze di fissa dimora,ma da uomini liberi che viaggiano nel tempo della vita. Vi racconto quindi accenni di storia bergamasca per poi passare al raccontino di Giovannino.
 
…quindi Bergamo oltre che città antica ,città d’arte e storia:
Secondo le leggende Bergamo fu fondata da un figlio di un capostipite dei Liguri ,antico popolo che ha dato il suo nome all’attuale Liguria ,questi si diffusero ,in Piemonte,in Toscana,in Romagna ,e in Lombardia ,e da “CIDNO” negli anni 501 al tempo appena dopo il diluvio universale ,ebbe il nome originale DI   “BARRA” NEL VI   secolo Ac. Bergamo venne conquistata dai Galli,popolo devastatore e assassino ,da “BARRA “  diviene “BERGHEM” termine questo che è imparentato con i vocaboli Germanici ,la sua etimologia antica infatti  così divisa: BERG= MONTAGNA E DA
HEIM = ABITAZIONE . e ancora ad oggi nella sua lingua dialettale troviamo Berghem, detta Berghem de sotta e Berghem de sura , traduzione:( Bergamo   di sotto ,Bergamo di sopra ,le due città che da prima delle origini esistevano nella bassa solo le porte ( di Portauova ) e la città alta era allora fiorente.
 
…arrivano poi i Galli Sinoni di Bremo   ,questi ebbero battaglia con i Romani e fu per un certo periodo da questi ,e divennero sudditi di essi ;in qualsiasi epoca e battaglia la città fece fronte alle diverse invasioni e comunque sostenne benessere e prosperità,nel 49 ac. a seguito di un editto di Giulio Cesare imperatore appaiono le prime chiese e il culto cristiano fu  già da allora la città di San Alessandro come suo patrono ,nel 402 ac. arrivano i Goti di Alarico e poi gli Unni di Attila ,quindi tocca a i Vandali e ai Bizantini ,per poi essere occupata dai Longobardi popolo questo che maggiormente si integrò nelle urbe Lombarde .
 
…nel 774 arrivano i Franchi di Carlo Magno dando vita al commercio e a molte strutture architettoniche e nel 894 la città fu di nuovo saccheggiata e distrutta ,fu  il vescovo Amolfo che da lui costruirono molte chiese ,vedi città alta e le sue chiese, e nel 1407 diventa repubblica della serenissima Venezia e nel 1561 questi dettero inizio alla costruzione delle mura di città alta ,troviamo quindi la  strada che dalla città bassa  viene costeggiata da queste ,luogo strategico e collinare.
 
…Bergamo è nota anche come città dei mille :l’otto Giugno del 1859 Giuseppe Garibaldi fa il suo ingresso nella città ponendo fine al dominio Austriaco passando dalle porte di San Lorenzo ,che presto vennero battezzate ,porta Garibaldi ,l’anno successivo nel 1860 e con 174 bergamaschi partirono  nella spedizione dei mille,testimonianza questa dello stesso generale che ne dettò elogio di essi come prodi valorosi e figli di Bergamo e dell’Italia nostra poi..
 
…ma come di solito Giovannino divaga ,parla ,parla…vuole che tutto e tutti siano in armonia ,vuole che tutto sia scritto e sia fatto ,tiene alla storia come  alla genealogia ,sa che molti sono i popoli ,gli stessi che invasero la sua terra ,lui di stirpe antica di origine Greca ,e  tra se pensa :che tutto il mondo è paese gente che si è unita tra loro dando vita ad altre progenie e discendenze ,di razza e di cultura .
 
…infatti è di cultura che vi voglio parlare,di Giovannino ritorna a scuola:
al pensiero di raccontare egli sorride ,come se un orgoglio si espande sul suo volto bambino ,che non tramuta mai ,resta sempre col suo ricordo fanciullo.
…ritornava da lavoro da suo zio ,che come detto nel precedente racconto faceva il magliaio e per sua volontà decise di iscriversi alla scuola serale per acquisire la terza media ,lui al paese aveva conseguito la quinta elementare con fatica e aveva ripetuto sia la terza che appunto la quinta ,ora voleva riscattarsi e imparare qualcosa di più.
 
…erano i tempi del 1965 appena l’era che dette inizio al  bum economico e  in tutta Italia c’era fermento di industrializzazione e ricostruzione ,molte erano le ditte che aprivano e il lavoro abbondava per tutti ,ma la sua volontà era tanta ,lavorava e finiva a sera ed era difficile conciliare tutto ,ma i soldi servivano e come sempre trovò il modo per recarsi a scuola ,frequentò corsi serali e con tanta buona volontà si prese la terza media pur questa sofferta e sudata .
 
….di sera tornava da lavoro e dopo aver cenato ripartiva con la sua cartella recandosi di nuovo a piedi nella città bassa e correva…correva….mai ne aveva fine quel correre ,il suo limite di studio fu sempre il sei ,e questo  lo ha accompagnato per tutta la sua vita ,non fu mai aiutato da nessuno ,un fai da te precario che a volte in lui c’erano tanti attimi di sconforto e delusioni,ma non si arrendeva e andava avanti ,la sua istruzione quindi ne diviene autodidatta pur avendo preso la licenza media ,convinto di ciò cerca con tutte le sue forze di migliorare e la passione per il canto poetico e coinvolgente, spera sempre che in un prossimo futuro arrivi ad avere un voto in più alto ,almeno un sette! questo me lo darete voi che mi leggete?
Ora vi abbraccio tutti
con affetto Giovannino. poetanarratore.
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domenica, 15 novembre 2009
…i volti della pace.
 
…e sono segnali di quiete che si sentono nell’aria
che si avvertono in questa nuova era ,
nell’anima della gente  l’ancestrale sentiero si diffonde
guida il domani contro le forze oscure e le sconfigge con l’amare…
 
….e ci saranno giardini pieni di colori e di profumi
che invaderanno il mondo intero e pianeti ,
si renderà sacro quello che è perduto
e sull’epigrafi del tempo i trascorsi nominano la specie:
il sole e le stagioni sulla prima pietra che fu posata…
 
…e saranno le remote ragioni a fare  confronto:
le verità in silenzi condanneranno i misteri,
e nuove mappe astrali tracceranno nuovi mondi
 già lasciate  dagli antichi padri sulla nostra terra…
 
…e si lasciano alle spalle destini e le paurose angosce
di strascichi e fatiche  dei tempi dimenticati,
 una etica nuova sarà morale e unirà i sapienti
a rendere franca quella branca che studia i fondamenti
la razionale opportunità che unisce la comune …
 
…e a te  uomo del domani io ti lascio il mio pensiero:
se sogni la preda fa che sia eloquente
commuove l’anima e mai si pente
imitane i movimenti e balla la sua danza,
se vuoi il sole guardalo nei sogni e ti potrà scaldare
sul suo corpo nudo poi a far l’amore…
 
…i volti della pace lasciano radici
lasciano parole sole da interpretare,
da celebrare in  ritmi che si diffondono  nelle arti
nella musica e figure in immagini di una donna e di fantasie
nella  rappresentazione della mia ,la nostra poesia!…
 
…ed è un rito eterno nella quale l’uomo si esprime
e diviene immortale l’animale quello della migliore specie,
quello che vede e vive l’inerte confronto col divino
si inchina e prega piange e si danna per la vita…
 
…e dalle tenebre lui ne vuole uscire
e come un poeta si incarna e fa magia
è l’irrido che sfocia inerte dalla foce
si disperde nel vano luogo
e nel vero valore affonda infondo al mare…
 
…e sarà ancora il vento che volterà le spalle all’indeciso
crea di nuovo un’aria nuova,
il bene come sempre si rinnova
aria che tu donna mi fai bere
gioire ancora nei volti della pace…
 
poetanarratore.
sussurrato da: poetanarratore alle ore 23:46 Permalink | commenti (3) | commenti (3)--popup--
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sabato, 14 novembre 2009
( sono solo parole...)
il resto è vita!
 
….ha un incedere la femmina  madonna, è sovrana ;
si sente santa e mostra fede per la sua vocazione:
detta parole  da un pulpito che non è il suo
 e da un altare attrae  luce,
abbraccia la vergine feconda e stringe a se una figura?
e  le sue braccia sono colme di rancori ,
sono solo parole! lo dici tu ed io ci credo…
(la realtà e diversa come lo è la vita !)
 
…la sua bellezza è un semplice esemplare
strappa il perdono all’infamante menzognero,
(…e come  giocatori d’azzardo  spesso facciamo il gioco della vita....)
e si è convinti di essere capiti?
si ignora l’inferno ,il purgatorio per  andare in paradiso
mentre nell’angolo scuro la morte la sua faccia ci presenta…

(…sono le regole che tutti  ci inventiamo...)ho dei dubbi?
idee pensieri e le tristi illusioni,tante!
sono amori che nascono e si perdono nel sonno
in un sogno che al mattino presto si dissolve,
è il lamento! la lama sottile che taglia il capo
sotto una ghigliottina il perdono la seduce…

(…i principi morali che spesso si abbondano nel cervello...)forse si!
si lasciano convincere da false ideologie
nascono così i crudeli nani ,i viziosi !e altro…
si usano  parole belle che piacciono agli intrusi
strizzatine d’occhi e ammicchi d’ogni intese …
forse le pretese?...
 
( parole che in realtà non hanno consapevolezza della loro ipocrisia…)
non credo che sia così per tutti…
ognuno le favella come meglio gli pare  e le conviene
convinti d’ essere nel giusto fanno sotterfugi ,
che dire?anche io mi credo un santo!lo sono?
 con lo sguardo incerto me ne vanto
 e me ne   vado al camposanto ,
porto con me i miscredenti e  i pezzenti oltraggiatori
la loro cupa angoscia e quella lurida carezza;
la sento ancora, è la tua !…
 
….sono solo parole amica mia ,il resto è vita!
e non è vero che si inventano o si raccontano alla rinfusa
 per compiacersi alla vista  sconosciuta :
in quella turba oscena la mano mia ti posi ,e ti salvasti
 tu  al sole perché non t’oscurasti?
 della vita tua tristezza ne facesti,
e basta solo una tua parola ,una tua carezza
e il mio orgoglio fa grido di certezza
diventi dunque  regina del mio cuore
 e un fiore non appassisce mai…
 
poetanarratore.
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giovedì, 12 novembre 2009
Bisogno d’amare
 
…arriva un grido
un altro pianto,
qualcuno ha bisogno d’amare…
 
…sul tuo corpo nudo
traccio confini
di una prima volta…
 
…donna
tu donna !
 
fiore di lacrime
pace dei sensi….
 
 
Il poeta narratore..
sussurrato da: poetanarratore alle ore 23:55 Permalink | commenti | commenti --popup--
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giovedì, 12 novembre 2009
Dalle storie di Giovannino .(ventunesima parte )
Giovannino va a lavoro.
 
…non era una novità che Giovannino andasse a lavorare ,come saprete al suo paese lui lavorava dal ciabattino e arrivato nella nuova terra di certo non gli mancava occasione per ricominciare un nuovo lavoro.
Dopo qualche giorno che si era stabilito nella nuova casa ,in via Arena nella città vecchia di Bergamo Giovannino cominciò ad ambientarsi alla nuova vita ,qui l’abitazione non era come la casa di campagna che era spaziosa e intorno c’erano giardini e i campi ,ma restava tutto più chiuso in una architettura  antica ,dove comunque lui apprezzava quel fascino fiabesco dell’antico tempo.
 
…trovava quindi il colle aperto e San Vigilio ,località queste collegate alla stessa città vecchia non lontane dalla piazza ,qui si affacciava,si affaccia , la veduta della città bassa e specialmente nelle giornate di sole o a tarda sera si vede la bellezza della distesa del territorio ,le mura fanno da cornice e la lunga passeggiata che le costeggia fa per le coppie luogo romantico .
 
…presto conosce altri ragazzini lì residenti e comincia da subito a relazionarsi con loro ,conosce Salvatore Murro e Nicola Adobati ,due ragazzi anch’essi emigranti ,uno dalla Sardegna e l’altro di padre Siciliano e madre bergamasca e  che subito ne divine amico ,questi a sua volta gli fanno conoscere altri amici ,Nino e Andrea e di seguito altri che nel racconto vi citerò.
 
…ora però parliamo di lavoro: come vi avevo detto lo zio di Giovannino Amato Giangregorio figlio di suo nonno materno aveva fatto il servizio militare a Bergamo e da questi casatosi e sposato con una ragioniera bergamasca aveva aperto una ditta di maglieria ,aveva diverse lavoranti e lo zio volle che anche Giovannino andasse a lavorare da lui ,le sue mansioni erano di seguire l’addetto ai telai di maglieria e  aiutare lui nel imbustare e scatolare le maglie per poi spedirle in tutta Italia e all’estero ,un laboratorio al quanto funzionale e ben organizzato .
 
…iniziò subito e fu presto gratificato dall’accoglienza di tutti ,in particolare dalle ragazze che come detto erano molte ,alcune lo coccolavano e gli sorridevano ,lui con poca malizia diventava subito rosso e a volte non capiva ,già comunque era rosso di capelli poi si ci metteva il rossore della pelle e diventava una fiamma,ma gli piaceva ricevere quelle aggraziate attenzioni ,non era mai stato a contatto di una donna e lì di femmine ce n’erano ed erano anche molto belle !sentiva quel profumo di donna che mai aveva sentito e capiva quanto fosse eccitante tutto quello.
 
…erano molti i favori che gli chiedevano le ragazze ,e con scuse varie lo solleticavano e a volte abboccava ingenuamente ,Giovannino annuiva e con parole di consenso gli mostrava tutta la sua disponibilità e simpatia .Capitò che negli anni seguenti si innamorò perfino di una di queste con scarsi risultati , ma la timidezza lo penalizzava e non riusciva a farsi avanti   ,davanti a tanta grazia e tanta abbondanza in se soffriva ,vedeva il loro abbigliamento che d’estate vestivano  con un semplice grembiule da lavoro quasi tutto sbottonato davanti e le cosce e il loro corpo si mostrava sensuale e invitante,insomma era un piacere a vedere tanta grazia di Dio,ma anche una sofferenza ,avrebbe voluto toccare accarezzare quei corpi sensuali ,anche perché più volte gli fu dato opportunità di farlo ,ma lui aveva paura come se fosse un frutto proibito da mangiare ,lui che era ,è di sangue caliente tutto gli ribolliva nelle vene e non solo nelle vene ,e fu  in più occasioni che si ritrasse  con la paura di essere rifiutato o di fare brutta figura. Ora si pente per non aver accettato e averci con alcune di loro provato ,ma già allora sentiva che per avere una storia ci doveva essere un qualcosa di sentito ,di attrazione sentimentale altrimenti restava solo sesso ,questo comunque fu per lui tabù per molti anni.
 
…si alzava alle sette di mattina e a piedi si incamminava dalla città alta si recava al laboratorio che si trovava quasi al centro della città bassa  nei pressi di via Borfuro una laterale di via San Orsola   dove poi seguiva il sienterone presso porta nuova del centro cittadino di Bergamo ,qui arrivava per le otto e subito incontrava suo zio e altri lavoranti .Le giornate passavano e lui presto imparò le varie funzioni del grande macchinario,era un grande telaio dove venivano tessute la varie parti delle maglie ,queste parti venivano poi rimagliate dalle ragazze per poi diventare maglie o maglioni completi.
 
…la sera verso le sette smetteva il lavoro e sempre a piedi saliva per la via San Alessandro ,da qui a metà strada  arrivava al paesetto ,una piccola contrada dove abitavano alcuni zii e la sua nonna Materna Luisa,a volte nel tragitto si fermava   a salutarli e poi riprendeva il cammino per la sua casa ,come se non fosse cambiato nulla dal tragitto della casa di campagna ,solo che lì c’era un ambiente cittadino ,mente al suo paese c’era un ambiente paesano ,ma il percorso era simile ,e lui correva ,correva sempre ,gli mancava la chiesetta della sua madonna incoronata e il laghetto con i pesci che non avrebbe mai più visto ,in compenso c’era   un’altra chiesetta in quel tragitto anch’essa della madonna che nel salire quella strada  la incontrava e tra se recitava ancora la preghiera(l’ave Maria )
 
vi aspetto alla prossima. Giovannino poetanarratore.
sussurrato da: poetanarratore alle ore 16:22 Permalink | commenti | commenti --popup--
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martedì, 10 novembre 2009
…la  danza dell’addio.
(così appare il mondo in questo tempo :)
 
…perfetta è la sintonia che si accompagna ai suoni ;
sono violini che tra la furia del vento scandiscono arie,
musiche celestiali che  si innestano nella eterna luce
si fondono in concerti e cantano l’inno della vita,
è la natura! l’eterna spettatrice
applaude a l’immenso suo palcoscenico e si diffonde…
 
… e fosti tu a cogliere sull’aia la danza dell’addio
tu dunque  a farmi  ballare  ancora :
a fermentare terra a fomentare sotterfugi e a creare il mare
dove la scogliera  accoglie l’abbraccio con il sole…
 
…ed è  l’amore ?
menzogne forse che al mattino non hanno più valore
voce per urlare ,dire t’amo,t’amo ancora
e poi a rivivere in stagioni i momenti eterni della breve vita:
di un marito o amante di un figlio o di un soldato
di un guerriero dal fronte mai tornato…
 
…e sono le angosce e i  pianti le  fatiche di tante conseguenze
di risultati  che nel doloroso tempo fanno stenti  scavati dai fondi ,
e tu fanciulla balli i primi passi sulla terra e ridi
incerta cammini timida e tra la folla  ti  mariti
ti mascheri e ti  confondi…
 
…e non ti accorgi che l’altro essere è un perdente
mendica sesso a pagamento,
e mentre parli  vedi scintille lucciole e lanterne
lui ha il tuo sangue  te lo ha succhiato mentre tu dormivi,
e come un figlio del peccato sulla strada  si è perduto
vaga di notte a spandere zizzania
a giocarsi anche la sua ultima puttana…
 
…oh …oh… che dolore! quanta miseria c’è tra gli umani.
Tanta ipocrisia   al primo scontro menano le mani,
fanno gesti osceni e con arnesi vogliono colpire
e la loro rabbia cade in un burrone
ti sotterrano con parole altere
mentre il loro senno dimostra quel che sono,
e si vendono per un abbraccio
e col pugnale  te lo ficcano nella schiena
incestuosi ,vili figli di satana ,vermi sozzi di placenta…
 
…e danzano i dannati e vanno nei media
a dimostrare quel che veramente sono ,
la cultura in loro è pazzia
offendono i veri gentiluomini  che sanno misurare le parole,
…ma la danza dell’addio sta per finire
se non c’è la voglia di  ballare:
i veri  puri e i virtuosi saranno i soli
e hanno  poco da sperare,
hanno le braccia forti e voglia di amare
e con la  croce  sulla fronte  aiutano i futuri…
 
poetanarratore.
sussurrato da: poetanarratore alle ore 18:21 Permalink | commenti (2) | commenti (2)--popup--
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